Calcoli il BMI – Calcolatore gratuito dell'indice di massa corporea
Determini il Suo BMI in pochi secondi e scopra come il Suo peso viene classificato secondo gli standard dell'OMS.
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Il Suo BMI
Sei nella fascia del normopeso secondo la definizione dell'OMS.
Peso ideale a 170 cm:
53 – 72 kg
Nota: I valori mostrati sono a scopo orientativo e non sostituiscono una consulenza medica. Per domande sulla salute, rivolgersi a un professionista sanitario.
Tabella BMI secondo l'OMS
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica il BMI nelle seguenti categorie per gli adulti:
| Categoria | BMI (kg/m²) |
|---|---|
| Sottopeso | < 18,5 |
| Normopeso | 18,5 – 24,9 |
| Sovrappeso (pre-obesità) | 25,0 – 29,9 |
| Obesità di grado I | 30,0 – 34,9 |
| Obesità di grado II | 35,0 – 39,9 |
| Obesità di grado III | ≥ 40,0 |
La formula del BMI spiegata
BMI = Peso (kg) ÷ Altezza² (m)
Esempio di calcolo
Una persona che pesa 80 kg con un'altezza di 1,75 m:
- • 1,75 × 1,75 = 3,0625
- • 80 ÷ 3,0625 = 26,1
Il BMI è 26,1 – corrisponde alla categoria "Sovrappeso".
Limiti del BMI
- •Massa muscolare: Gli sportivi possono avere un BMI elevato pur essendo perfettamente sani
- •Età: Per gli anziani valgono valori di riferimento diversi
- •Costituzione: Il BMI non tiene conto delle differenze individuali
- •Circonferenza vita: Un indicatore di salute aggiuntivo importante
Storia del BMI: dall'indice di Quetelet allo standard OMS
L'idea di utilizzare il rapporto tra peso corporeo e altezza come misura della costituzione fisica risale al matematico e sociologo belga Adolphe Quetelet. Già nel 1832 egli pubblicò nella sua opera "Sur l'homme et le développement de ses facultés" la formula che porta il suo nome — originariamente non come indicatore di salute, bensì per descrivere statisticamente "l'uomo medio".
Solo 140 anni più tardi, nel 1972, il fisiologo americano Ancel Keys coniò il termine "Body Mass Index" e lo affermò come strumento pratico di screening per sovrappeso e obesità. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha adottato ufficialmente il BMI nel 1995 come standard internazionale e ha definito i valori di classificazione tuttora validi — sottopeso al di sotto di 18,5, normopeso 18,5-24,9, sovrappeso a partire da 25 e obesità a partire da 30.
Nonostante la sua età, il BMI rimane oggi la misura più utilizzata al mondo per valutare il peso corporeo — soprattutto perché si calcola a partire da due semplici valori e correla bene, dal punto di vista epidemiologico, con i dati di mortalità. Tuttavia, le critiche a questo metodo sono cresciute negli ultimi anni, portando all'introduzione di misure complementari come la circonferenza addominale o il rapporto vita-fianchi (WHR).
BMI e salute: cosa dicono gli studi?
Diverse meta-analisi su larga scala — tra cui la Prospective Studies Collaboration (Lancet 2009, n>900.000) e la Global BMI Mortality Collaboration (Lancet 2016, n>10 milioni) — hanno mostrato una relazione a forma di J tra BMI e mortalità complessiva. La mortalità più bassa si riscontra nell'intervallo di BMI compreso tra circa 22,5 e 25.
A partire da un BMI di 30 (obesità di grado I) aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcuni tumori (colon, mammella in postmenopausa, rene), calcoli biliari, apnee notturne e artrosi. Con BMI ≥ 35 (grado II) l'aspettativa di vita si riduce in media di 3-5 anni; con BMI ≥ 40 (grado III) di 8-10 anni.
Tuttavia: anche il sottopeso (BMI < 18,5) aumenta la mortalità — soprattutto in età avanzata. Malnutrizione, sarcopenia (perdita di massa muscolare) e un sistema immunitario indebolito sono frequenti compagni. Chi è cronicamente sottopeso dovrebbe far chiarire dal medico se sia presente una malattia di base (ad esempio ipertiroidismo, malattia infiammatoria intestinale cronica, disturbo alimentare).
BMI per le donne: particolarità e fasi della vita
La classificazione BMI dell'OMS vale in linea di principio allo stesso modo per uomini e donne — i valori soglia 18,5 / 25 / 30 non sono specifici per genere. Le donne tuttavia differiscono fisicamente nella distribuzione del grasso: hanno fisiologicamente una percentuale di grasso corporeo più elevata (tipicamente 25-32% nelle donne normopeso vs. 13-21% negli uomini), il che, a parità di BMI, può comportare rischi sanitari diversi.
Fasi importanti della vita in cui il BMI non è direttamente significativo per le donne: gravidanza (l'aumento del BMI è normale; in base al BMI di partenza si raccomanda un incremento ponderale di 7-18 kg), allattamento (maggiore fabbisogno energetico) e menopausa (i cambiamenti ormonali spostano il grasso dalle anche all'addome, aumentando il rischio cardiovascolare).
Soprattutto durante e dopo la menopausa, le endocrinologhe raccomandano di misurare, oltre al BMI, anche la circonferenza addominale. Valori superiori a 80 cm sono considerati a rischio sanitario aumentato, oltre 88 cm a rischio significativamente aumentato. Una valutazione medica è opportuna se il BMI, pur restando nei valori normali, aumenta sensibilmente durante la menopausa.
BMI per gli uomini: massa muscolare e grasso addominale
Gli uomini hanno fisiologicamente più massa muscolare delle donne — il che fa sì che il BMI di uomini sportivi finisca spesso erroneamente nell'intervallo del "sovrappeso". Un bodybuilder di 1,80 m e 95 kg ha un BMI di 29,3 (ufficialmente "sovrappeso"), pur avendo una percentuale di grasso corporeo solo dell'8%. In questo caso conviene combinare il BMI con la circonferenza addominale o con la misurazione bioimpedenziometrica.
Clinicamente più rilevante del solo BMI è negli uomini il grasso viscerale addominale — ovvero il grasso intorno agli organi interni. Esso rilascia mediatori pro-infiammatori ed è strettamente legato a sindrome metabolica, insulino-resistenza e rischio di infarto miocardico. Una circonferenza addominale superiore a 94 cm negli uomini è considerata a rischio aumentato, oltre 102 cm a rischio significativamente aumentato.
Consiglio pratico: chi presenta un BMI nella fascia alta della normalità o nel lieve sovrappeso dovrebbe misurare anche la circonferenza addominale. Se questa rientra nei valori verdi e la persona è fisicamente attiva, il rischio per la salute è solitamente inferiore a quanto suggerito dal BMI.
Limiti del BMI e alternative utili
Il BMI presenta debolezze fondamentali: non distingue tra massa muscolare e massa grassa, ignora la struttura ossea e la distribuzione del grasso e fornisce valori imprecisi per persone molto basse o molto alte. Per le persone anziane (a partire dai 65 anni) si considerano sani valori normali leggermente più alti (24-29), perché un cuscinetto adiposo moderato offre protezione contro la fragilità e le cadute.
Misure complementari o migliori sono: (1) circonferenza addominale — la misura più semplice e significativa per il grasso viscerale. (2) Rapporto vita-fianchi (WHR) — circonferenza addominale divisa per quella dei fianchi; nelle donne è favorevole <0,85, negli uomini <0,90. (3) Rapporto vita-altezza (WHtR) — circonferenza addominale divisa per l'altezza in cm; un valore <0,5 è considerato sano ("Mantenga la sua circonferenza addominale al di sotto della metà della sua altezza").
Per una determinazione precisa della percentuale di grasso corporeo sono necessari metodi professionali: analisi bioimpedenziometrica (BIA), DEXA-scan (gold standard) o idrodensitometria. Nella pratica, per la maggior parte delle persone è sufficiente la combinazione BMI + circonferenza addominale.
Quando rivolgersi al medico? Valutazione medica in caso di BMI anomalo
Un BMI calcolato una sola volta è solo un'istantanea — ciò che conta sono le tendenze e il contesto. Una valutazione medica è opportuna in caso di: BMI ≥ 30 senza causa riconducibile allo stile di vita, perdita di peso involontaria superiore al 5% in 6 mesi, BMI < 18,5 con ulteriori sintomi (stanchezza, caduta dei capelli, difficoltà di concentrazione) oppure BMI nella norma ma circonferenza addominale fortemente aumentata.
Con docto24 può ricevere consulenza su obesità, terapia con iniezioni dimagranti e malattie metaboliche. I nostri medici abilitati esaminano i Suoi valori di laboratorio, chiariscono eventuali patologie concomitanti e discutono con Lei le opzioni terapeutiche più adatte — dalla consulenza nutrizionale al supporto farmacologico (ad esempio analoghi del GLP-1 come la semaglutide), fino alla terapia comportamentale.
Strade verso il normopeso: cosa funziona davvero
Una variazione di peso duratura raramente si ottiene con diete a breve termine. Gli studi mostrano che l'80-90% delle diete classiche porta a una ripresa del peso entro 1-2 anni ("effetto yo-yo"). Risultano più efficaci le modifiche del comportamento e dello stile di vita: un deficit calorico moderato di 300-500 kcal/giorno, combinato con allenamento di forza 2-3 volte/settimana e attività aerobica, porta a una perdita di peso di 0,5-1 kg a settimana preservando contemporaneamente la massa muscolare.
Tre pilastri basati sull'evidenza: (1) Mangiare ricco di proteine (1,2-1,6 g di proteine per kg di peso corporeo): saziano più a lungo e proteggono la massa muscolare. (2) Integrare il movimento nella quotidianità — 7.000-10.000 passi al giorno più 150 minuti di attività moderata o 75 minuti intensa a settimana (raccomandazione OMS). (3) Gestire sonno e stress — un sonno scadente aumenta la grelina (ormone della fame) e abbassa la leptina (ormone della sazietà).
Con BMI ≥ 30 in presenza di patologie concomitanti, oppure BMI ≥ 35 senza, le moderne terapie farmacologiche (analoghi del GLP-1 come semaglutide o tirzepatide) possono rappresentare un valido supporto. Riducono l'appetito, migliorano la sensibilità insulinica e negli studi portano a una perdita di peso media del 12-20% se utilizzate correttamente per 12-18 mesi. La prescrizione e l'accompagnamento medico sono obbligatori.
Domande frequenti sul BMI
Domande sul Suo peso?
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Alla consulenzaQuellen & wissenschaftliche Grundlagen
- WHO — Body Mass Index Classification— Classificazione internazionale del BMI (sottopeso / normopeso / sovrappeso / obesità di classe I-III).
- Quetelet (1832)— Origine della formula del BMI (Adolphe Quetelet, "Sur l'homme et le développement de ses facultés", 1832).
- DGE — Deutsche Gesellschaft für Ernährung— Valori di riferimento DGE per l'apporto energetico e di nutrienti.
Die hier eingesetzten Berechnungen folgen den genannten Leitlinien. Sie ersetzen keine ärztliche Beratung.